Italiano - Capitolo 8 Guadagnati Senza Parola

— Capitolo 8


Guadagnati Senza Parola

“Anche voi mogli, siate sottomesse ai vostri mariti perché, 
se anche ve ne sono che non ubbidiscono alla parola, 
siano guadagnati, senza parola, dalla condotta delle loro mogli, 
quando avranno considerato la vostra condotta casta e rispettosa” (1 Pietro 3:1-2).
 

Qualunque cosa tu abbia in mente di dire a tuo marito, prima di farlo ne devi parlare prima con Dio. In questo capitolo, oltre a imparare quali sono i “cattivi frutti” delle nostre azioni, vedremo anche con la Parola di Dio che, siccome i nostri mariti sono in autorità su di noi, le nostre parole non solo possono essere inutili, ma addirittura pericolose.

Ci viene detto di guadagnare i nostri mariti “senza una parola”, bensì mostrando rispetto nei loro confronti e anche verso l’autorità che Dio ha dato loro su di noi.

Guadagnato senza parola

Devo discutere e condividere i miei desideri e le mie paure con mio marito? No. 

Chiedi a Dio di parlare a tuo marito. Non dobbiamo discutere delle nostre paure e dei nostri desideri con i nostri mariti. Invece, dobbiamo andare a Colui che è sul più alto rango della gerarchia: dobbiamo andare dal nostro Padre Celeste e rivolgerci a lui. Chiedi a Dio che sia lui a parlare con tuo marito (visto che il Signore è il capo di OGNI uomo) riguardo ciò che hai nel cuore.

L’ordine corretto di gradi di autorità è questo: “Ma voglio che sappiate che il capo di ogni uomo è Cristo, che il capo della donna è l’uomo, è che il capo di Cristo è Dio” (1 Corinzi 11:3). Invece di cercare l’aiuto e la guida di tuo marito, tu devi cercare il volto di Dio. Dopo che hai fatto questo, cerca nella Scrittura i principi di Dio che ti saranno da guida nella situazione che affronti. Questo confermerà che il Signore ha parlato al tuo cuore. Segna il versetto e rimani salda su ciò che esso dice, SAPENDO che Dio è in controllo.

Lascia in pace tuo marito

Lascia in pace tuo marito. “Beato l’uomo che non cammina secondo il consiglio degli empi, che non si ferma nella via dei peccatori; né si siede in compagnia degli schernitori; ma il cui diletto è nella legge del Signore, e su quella medita giorno e notte” (Salmo 1:1-2). Lascia in pace tuo marito, tu non hai autorità su di lui! La seconda parte del verso ti dice cosa devi fare: meditare nella parola di Dio e lasciare tuo marito nelle sue mani. Deve essere Dio a tracciare il cammino di tuo marito. Nemmeno tuo marito è in grado di cambiare sé stesso. 

Dirigi unicamente con la preghiera i passi di tuo marito verso Dio. Tu devi capire che non sei responsabile di ciò che tuo marito fa, lui renderà conto a Dio per le sue azioni. “Invece ognuno è tentato dalla propria concupiscenza che lo attrae e lo seduce” (Giacomo 1:14).

Le mogli amano trattare i propri mariti come se fossero i loro figli. Questo tipo di comportamento materno sfinisce l’uomo e logora la sua virilità. È a causa di questo che, quando compare una donna che lo guarda come un uomo, lui lascia la propria moglie per quest'altra donna.

Smetti di stargli dietro e prega! La cosa migliore da fare per ristabilire la tua casa, il tuo matrimonio e la tua famiglia è la preghiera. “Confessate dunque i vostri peccati gli uni agli altri, pregate gli uni per gli altri affinché siate guariti; la preghiera del giusto ha una grande efficacia” (Giacomo 5:16).

Abbi un atteggiamento corretto. “Ogni persona stia sottomessa alle autorità superiori; perché non vi è autorità se non da Dio; e le autorità che esistono, sono stabilite da Dio. Perciò chi resiste all’autorità si oppone all’ordine di Dio; quelli che vi si oppongono si attireranno addosso una condanna” (Romani 13:1-2).

Tuo marito è l'autorità ordinata da Dio su di te. La tua ribellione a tale autorità ha   causato quella che è la situazione attuale. Ubbidisci e sottomettiti ADESSO e vedrai come Dio volgerà il cuore di tuo marito verso la sua casa, nella misura in cui tu onori la Parola di Dio. 

Vinci ogni male con il bene. La tua reazione al male che ricevi mostra a Dio e a coloro che ti guardano cosa c'è VERAMENTE nel tuo cuore. “Non lasciarti vincere dal male, ma vinci il male con il bene” (Romani 12:21). Accadrà realmente, ma tu devi essere pronta: “Sapendo che la prova della vostra fede produce costanza” (Giacomo 1:3).

Usa l'occasione che ti ha ferita per parlare a tuo marito, benedicendolo con dolcezza: “Non rendete male per male, od oltraggio per oltraggio, ma, al contrario, benedite, poiché a questo siete stati chiamati affinché ereditiate la benedizione” (1 Pietro 3:9).

Se tu sei accetti l’oltraggio ricevuto o la frase offensiva che ti è stata detta e rispondi con una frase amabile o con una benedizione, questo capovolgerà la situazione in un istante!

Invece, la maggior parte delle donne spendono le loro energie difendendo sé stesse o discutendo. Anche se in realtà esse sperano che i loro mariti si prendano la responsabilità di ciò che è successo, non avviene nessun miglioramento nella loro situazione. Queste sono le donne che mi scrivono delle e-mail per sapere cosa impedisce ancora la restaurazione del loro matrimonio. Ma quando mi rendo conto che hanno un atteggiamento uguale a quello dei loro mariti e anche vendicativo, allora IO CAPISCO qual è la causa!

Se tu non riesci ad accettare quello che sto dicendo, domandati come mai tuo marito ha deciso di lasciarti. 

Concentrati ad amare chi è difficile da amare! Quando tu ami e rispetti tuo marito, anche se è difficile per te amarlo, anche se lui non è gentile con te ed è nel peccato, in questo modo tu gli stai dimostrando amore incondizionato. “Se infatti amate quelli che vi amano, che premio ne avete? Non fanno lo stesso anche i pubblicani? (Matteo 5:46). Getta su Dio i tuoi dolori. Lui ti aiuterà ad amare tuo marito, se tu glielo chiedi. 

Il ministero della riconciliazione. Come figli di Dio siamo ambasciatori dell’amore di Dio e questo avvicinerà altri al Signore. “…Ci ha affidato il ministero della riconciliazione… non imputando agli uomini le loro colpe, e ha messo in noi la parola della riconciliazione. Noi dunque facciamo da ambasciatori per Cristo…” (2 Corinzi 5:18-20).

Stai facendo il conto dei suoi errori? Mediti continuamente nella tua mente su quelli che sono i peccati e i difetti di tuo marito e riveli le sue trasgressioni anche ad altri? Ricordati che le compassioni di Dio si rinnovano ogni mattina, ma le tue? 

Il nostro primo campo missionario. Tu forse penserai: “Perché devo ministrare a mio marito, se lui sta peccando?” Perché prima di mandarci ad aiutare altri, il Signore ci ha dato i nostri mariti e i nostri figli come nostro primo “campo missionario”.

Noi, invece, vogliamo anticipare Dio e prima di essere davvero pronte ministriamo alle persone della chiesa, ai vicini o i colleghi di lavoro e trascuriamo il nostro primo ministero: la nostra casa! Se tu non hai ancora guadagnato tuo marito e i tuoi figli per il Signore, come puoi pensare di riuscire a guadagnare altri che sono perduti?

Molte donne si comportano come se loro fossero delle vittime, costrette a vivere con un non credente. Invece, sono proprio loro che allontanano i loro figli e il marito dal Signore. Un fariseo, che partecipa ai culti e subito dopo agisce con arroganza, fingendo di essere spirituale, con il suo comportamento non aiuta di certo i perduti a desiderare di avere un rapporto con il Signore, anzi! Sei tu questa persona? 

Dio vuole che noi impariamo a essere contente PRIMA che lui cambi i nostri mariti.

Se tu ti lamenti ancora e mormori per la tua situazione, allora preparati a restarci! Possiamo osservare la vita di Paolo: “Non lo dico perché mi trovi nel bisogno, poiché io ho imparato ad accontentarmi dello stato in cui mi trovo. So vivere nella povertà e anche nella abbondanza; in tutto e per tutto ho imparato a essere saziato e ad aver fame; ad essere nella abbondanza e nell’indigenza” (Filippesi 4:11-12).

Paolo continua dicendo (un versetto che tu ascolti spesso): “Io posso ogni cosa in colui che mi fortifica” (Filippesi 4:13).

Tu continuerai a vivere nella difficoltà, fino a quando non IMPARERAI a essere contenta convivendo con essa, punto! 

Creata in modo stupendo 

Creata per l’uomo. Donne, è importante che cerchiamo la saggezza, la conoscenza e l’intendimento nella Parola di Dio, per poter apprezzare completamente come siamo state create e per cosa siamo state create. 1 Corinzi 11:8-9 dice: “Perché l’uomo non viene dalla donna, ma la donna dall’uomo, e l’uomo non fu creato per la donna, ma la donna per l’uomo”

Nella misura in cui cominciamo ad agire secondo quello che è il perfetto piano di Dio per la nostra vita, allora possiamo vivere quella vita abbondante che Dio nella sua Parola promette di dare. La nostra vita rifletterà la Parola di Dio, invece di rinnegarla. E, cosa ancora più importante, altri saranno attirati a Cristo dalla testimonianza della nostra vita. 

Aiuto adatto. “L’uomo diede dei nomi a tutto il bestiame, agli uccelli del cielo e ad ogni animale dei campi; ma per l’uomo non si trovò un aiuto che fosse adatto a lui” (Genesi 2:20). Questa dichiarazione disturba le femministe, disturba anche te? Come cristiane, dobbiamo rinnovare la nostra mente, conformandola alla Parola di Dio. La Parola di Dio è verità! Vivere la verità non sarà certamente facile e all’inizio sembrerà una pazzia per coloro che vedranno i tuoi cambiamenti. Ma solo ubbidendo alla sua Parola, capiremo molto presto qual è la verità e così raccoglieremo il premio della nostra ubbidienza. Come cristiani, noi ubbidiamo e crediamo, anche se non vediamo cambiamenti o non capiamo quello che Dio ci sta comandando di fare. È questa la fede che noi come credenti professiamo. Tutte noi abbiamo sperimentato come i modi di fare del mondo ci abbiano stancato, perché abbiamo cercato di fare qualcosa per cui non siamo state create e ci siamo comportate in un modo che NON corrispondeva a quello per cui eravamo state designate. Quindi dobbiamo capire come e per cosa siamo state create fin dal principio.

Molte di noi vogliono essere delle buone aiutanti, ma poi succede che facciamo tutto noi, al posto dei nostri mariti e così facendo rubiamo loro le benedizioni che altrimenti riceverebbero e li priviamo anche della loro dignità di uomini. Facciamo, facciamo, facciamo. Prendiamo decisioni, facciamo tutto quello che riguarda la casa, il giardino e contribuiamo perfino alla parte economica. Poi ci meravigliamo se nostro marito, con tutto il tempo libero che ha, trova una donna che ha bisogno di ricevere aiuto e che lo accetta.

Comincia a vedere i ruoli che Dio ha creato come speciali e unici. Chiedi a Dio di guidarti, dandoti discernimento per ogni cosa che tu devi fare. Se stai facendo qualcosa che dovrebbe fare tuo marito, chiedi al Signore di cambiarlo. Molte volte le cose cambiano grazie a un disastro dal quale tuo marito deve salvarti. Ma non essere tu provocare una crisi senza motivo: aspetta nel Signore, smetti di manipolare le circostanze! Non ha importanza se tuo marito ora non sta vivendo in casa con te. Molte donne hanno cercato il Signore in una situazione come questa e hanno potuto vedere come i loro mariti hanno preso il controllo delle finanze, della manutenzione dell’auto, del giardino, delle manutenzioni della casa, ecc. Non sottovalutare Dio!

Donna senza l’uomo. “D’altronde, nel Signore, né la donna è senza l’uomo, né l’uomo senza la donna. Infatti come la donna viene dall’uomo, cosi anche l’uomo esiste per mezzo della donna e ogni cosa è da Dio” (1 Corinzi 11:11-12).

Dio creò l’uomo e la donna con bisogni diversi. I vuoti, nella nostra vita e nella vita dei nostri mariti, creano qualcosa paragonabile a un abito (o se preferisci pezzi di un puzzle). Come proviamo a riempire noi stesse questi vuoti o a farlo senza i nostri mariti, questo abito si strappa. Più riempiamo i nostri bisogni o più i nostri mariti riempiono i loro bisogni indipendentemente dal matrimonio, più il nostro rapporto si strappa fino al punto che non c'è più niente che lo tenga unito.


Le femministe hanno spinto la maggior parte di noi a cercare di provvedere da sole alle nostre necessità, in modo che i nostri mariti debbano provvedere unicamente alle loro. Abbiamo creduto alla menzogna che non è buono dipendere l’uno dall’altro. La parola “dipendenza” spinge tanti a separarsi, invece di apprezzare l’essere una sola carne. Dio ha creato un vuoto nella vita di ognuno di noi che soltanto un coniuge può (o dovrebbe) riempire. Quando trasgrediamo le vie di Dio, raccogliamo le conseguenze. Gli uomini devono essere coloro che provvedono, proteggono, i leader spirituali, procreatori e padri. Il nostro ruolo come mogli, che è stato disegnato dal nostro Creatore, è quello di aiutare i nostri mariti, allevare, nutrire e insegnare ai nostri figli, consolare e provvedere cibo per la famiglia e mantenere la casa pulita e curata. (Leggere Tito 2 e Proverbi 31)


Compromesso personale: pregare Nostro Padre, invece di essere frettolose nel parlare ai nostri mariti. “Riguardo a ciò che ho imparato nella Parola di Dio, mi impegno a permettere a Dio di spingere mio marito attraverso lo Spirito Santo. Da parte mia, “porterò in preghiera i miei desideri e le mie preoccupazioni” cercando la sua faccia. Riconosco che l’unico modo di guadagnare mio marito alla giustizia di Dio, soprattutto nelle mie circostanze attuali, è senza parola e con uno spirito dolce e pacifico”.

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